

Nell’estate 2025 la nostra associazione si è trovata ad affrontare una grave emergenza umanitaria a Bajaur, nell’area in cui si trova la nostra scuola. Alla fine di luglio le autorità pakistane, con il supporto dell’esercito, hanno avviato un’operazione militare contro un gruppo di militanti talebani. Le scuole sono state chiuse, compresa la nostra, e diversi villaggi sono stati evacuati. Molte famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case e a rifugiarsi nei campi di accoglienza, parenti o in luoghi di fortuna.
Dopo un confronto con i nostri collaboratori locali, abbiamo deciso di intervenire per sostenere la popolazione colpita. I nostri volontari hanno acquistato e distribuito pasti a centinaia di famiglie sfollate, operando anche in condizioni di forte rischio.


Dopo circa un mese e mezzo, la situazione ha iniziato lentamente a stabilizzarsi: il governo ha autorizzato il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni e la riapertura delle scuole.
Nel gennaio 2026 si è verificata una nuova emergenza a Tirah, una zona vicina al nostro villaggio. L’esercito pakistano è intervenuto nuovamente per colpire presunti nascondigli talebani.
Migliaia di famiglie sono fuggite in cerca di un luogo sicuro. Il freddo intenso e le abbondanti nevicate hanno aggravato una situazione già drammatica, rendendo ancora più difficili anche i soccorsi.


Grazie ai nostri volontari siamo riusciti a essere presenti distribuendo generi alimentari di prima necessità, come farina e legumi, e kit invernali per i bambini (cappelli, sciarpe, guanti e scarpe).
In queste emergenze sono sempre i più fragili, bambini, anziani e malati, a soffrire di più.
Di fronte a tanto dolore, ciò che facciamo può sembrare poco. Ma esserci, testimoniare e non voltarsi dall’altra parte è il primo passo per non lasciare sole queste persone e mantenere viva la speranza.